Trapani Birgi, l’Aeroporto non “decolla” e si ritorna a parlare di nuovi finanziamenti

I sindaci si impegnano per il rilancio dell’Aeroporto Trapani-Birgi con nuovi finanziamenti ma, tutto ciò, potrebbe rivelarsi insufficiente se non peggio un ulteriore quanto assurdo spreco di risorse pubbliche. Si ha l’impressione che si stia spingendo sull’accorpamento con Punta Rais.

C’è fermento attorno alla ripresa dell’Aeroporto di Trapani Birgi il cui traffico aereo dopo la “diparta” di Ryanair si è ridotto a lumicino. L’attività dell’Aeroporto è quasi inesistente: si continua ad indebitare l’Airgest per mantenere lo scalo efficiente, il bando pubblico per incentivare il turismo in Sicilia Occidentale non è ancora operativo, i turisti continuano a non arrivare e la popolazione del territorio per volare è costretta a spostarsi altrove con non poche difficoltà logistiche ed economiche.

E, dulcis in fundo urgono altri finanziamenti, servono altri capitali, per cercare di non fare chiudere il Trapani Birgi. Assurdo, ma vero. Venticinque e passa milioni di euro elargiti dalla Regione Siciliana pare che non siano necessari a far ritornare in piena funzione l’aeroporto trapanese, riportandolo ai 2 milioni di passeggeri in transito l’anno. Ciò, in estrema sintesi, è quanto emerso ieri da una riunione tenutasi al Vincenzo Florio, di cui riportiamo (in fondo all’articolo) integralmente il comunicato stampa diffuso dall’ufficio stampa di Airgest.

Ancora una volta il “decollo” del Trapani Birgi appare incerto e proprio mentre gli operatori turistici erano pronti a tirare fuori le bottiglie di spumante ci si rende conto che ancora è troppo presto per festeggiare. Inoltre non è detto che il piano di promozione finanziato per 13,8 milioni di euro dia i risultati sperati. Pare che si tratti solo ed esclusivamente di pubblicità e non di traffico aereo garantito. Come dire incentiviamo la pubblicità del territorio nella speranza che le compagnie aeree incentivino i voli da e per Trapani Birgi. Da profani, dando uno sguardo al piano di riparto si individuano solo aeroporti, scali aerei, nazionali ed extranazionali. Probabilmente non si potevano indicare i “ritorni economici” per le compagnie aeree (turbativa del mercato libero), ma nemmeno si fa rifermento al numero di passeggeri in transito.

Vorremmo sbagliarci, ma – se non abbiamo mal interpretato i comunicati stampa degli ultimi mesi – sembra che la regione spenderà 13,8 milioni di euro per fare pubblicità senza alcuna garanzia di un ritorno certo in termini di turisti o peggio ancora di tratte aere garantite. Dopo aver ricapitalizzato – senza averla salvata del tutto – l’Airgest per altri 12,5 milioni di euro (sono in arrivo i conti sul “disastro” della gestione 2018 dello scalo).

Esattamente la «promozione turistica del territorio della provincia di Trapani» è un progetto dal valore complessivo di € 11.235.000 oltre iva, e articolato in 25 lotti distribuiti tra i confini nazionali (11) e quelli europei (14), che nella sostanza punta a trovare una compagnia aerea (probabilmente, sarà ancora la Ryanair) che garantisca i voli da e per l’aeroporto di Trapani Birgi. L’investimento parte da una base di 13 milioni e 813 mila euro (Iva compresa) e il contratto con il vettore che si aggiudicherà la gara avrà una durata di tre anni.

Il termine per la presentazione delle offerte è stato fissato alle 13 del prossimo 8 ottobre. Poi, si avvierà la procedura di esame delle offerte, che dovrebbe portare entro novembre all’aggiudicazione della gara. L’affidamento dell’appalto di servizi, dal valore complessivo di € 11.235.000 oltre IVA, attiene alla promozione e conoscenza della Sicilia Sud Occidentale, quale destinazione turistica, attraverso il canale di trasporto aereo da/per l’aeroporto civile Vincenzo Florio di Trapani Birgi, unica infrastruttura in grado di consentire l’immediato raggiungimento degli obiettivi prefissati di incremento delle presenze turistiche, atteso che le altre infrastrutture (strade, ferrovie, ecc..) di collegamento all’ambito territoriale interessato sono inadeguate a garantirne l’accessibilità (in quanto fatiscenti, non manutenute, prive di finanziamenti atti alla ristrutturazione) e quindi inidonee a rilanciare e favorire l’incremento delle presenze turistiche.

Le cause che hanno portato al tracollo dell’Aeroporto Trapani Birgi sono ben note a tutti: il mancato “rifinanziamento” del Piano di co-marketing (escamotage per incentivare la compagnia aerea a far transitare quasi 2 milioni di passeggeri l’anno dallo scalo trapanese), e il dissesto finanziario dell’Airgest (buco colmato dalla Regione Siciliana). Anche se con i dovuti tempi della politica la Regione Siciliana ha soccorso l’Aeroporto con tanti milioni di euro (12,5 per la ricapitalizzazione dell’Airgest fino all’anno 2017 e 13,7 per il bando di promozione per salvare la programmazione dei voli aerei summer 2019); ma, tutto ciò, potrebbe rivelarsi insufficiente se non peggio un ulteriore quanto assurdo spreco di risorse pubbliche. Si ha l’impressione che si stia spingendo sull’accorpamento con Punta Rais, in un ruolo di sudditanza passiva; senza alcuna garanzia.

La pensano in maniera diversa, ed’è anche giusto che sia così, gli attori interessati a rilanciare il Trapani Birgi, di cui pubblichiamo integralmente il loro comunicato stampa. Ai posteri l’ardua sentenza!

Alberto Di Paola

 

NOTA DIFFUSA DAL DISTRETTO TURISTICO SICILIA OCCIDENTALE

“Convocata dal Presidente del Distretto Turistico Sicilia Occidentale, Giuseppe Pagoto, si è tenuta ieri una riunione tra i Sindaci dei Comuni della provincia. All’incontro, che si è svolto presso la sede del Distretto, erano presenti anche il Prefetto Darco Pellos, il Commissario del Libero Consorzio Comunale di Trapani Raimondo Cerami, il Presidente di Sicindustria Trapani Gregory Bongiorno, il Presidente del Gal Elimos Liborio Furco ed un gruppo di operatori turistici locali.

Sedici i Comuni intervenuti: Trapani, Marsala, Castelvetrano, San Vito Lo Capo, Favignana, Castellammare del Golfo, Erice, Mazara del Vallo, Valderice, Alcamo, Custonaci, Petrosino, Calatafimi Segesta, Paceco, Salemi e Buseto Palizzolo.

Scopo dell’incontro era verificare la disponibilità dei Comuni a finanziare un’azione coordinata di promozione territoriale – con capofila il Libero Consorzio Comunale di Trapani – volta ad far crescere le presenze turistiche in Sicilia Occidentale aumentando il numero di passeggeri all’aeroporto di Trapani-Birgi.

Quasi tutti i Comuni hanno manifestato l’intenzione di aderire all’iniziata. Nei prossimi giorni i Sindaci sono chiamati a dare seguito alle dichiarazioni rese, formalizzando la volontà manifestata direttamente al Libero Consorzio Comunale di Trapani.

Molto importante la disponibilità da parte di quest’ultimo a svolgere il ruolo di coordinamento. Il Libero Consorzio ha, infatti, espresso la volontà di avviare una nuova procedura per incrementare i flussi turistici con specifiche attività di promozione, utilizzando, oltre alle somme dei Comuni, anche, laddove possibile, le risorse già assegnate per la chiusura dell’aeroporto Vincenzo Florio a seguito del conflitto bellico in Libia.

Forte preoccupazione è emersa, nel corso dell’incontro, sul futuro dello scalo aeroportuale trapanese in quanto, da un’analisi dei dati di bilancio della Società di gestione, appare molto elevato il rischio di dover chiedere l’anno prossimo un nuovo intervento sul capitale. Pertanto, si è deciso di chiedere al Governo Regionale di aprire un tavolo di lavoro, al quale far partecipare anche i rappresentanti di Gesap ed Airgest, per accelerare il processo di costituzione di un sistema aeroportuale unico della Sicilia Occidentale, così come previsto dal Piano Nazionale degli Aeroporti.

A margine del percorso di accorpamento degli aeroporti, molti Sindaci presenti hanno sottolineato l’esigenza di sollecitare il Governo Regionale a stanziare risorse per il superamento delle criticità relative al sistema dei collegamenti fra i vari centri della provincia e con gli scali di Birgi e Punta Raisi.

DISTRETTO TURISTICO SICILIA OCCIDENTALE”.

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