Maltratta e ferisce alunno disabile Insegnante rinviata a giudizio dal Tribunale di Catania

La maestra di sostegno indagata dovrà rispondere dell’accusa di maltrattamenti e lesioni a minorenne disabile.

Child Abuse

È stata rinviata a giudizio l’insegnante di sostegno accusata di maltrattamenti e lesioni ai danni del suo alunno nato con disabilità. Il decreto è stato emesso dal giudiceLoredana Valeria Ketty Pezzino ad esito dell’udienza preliminare che si è svolta nel tribunale di Catania. Teatro della vicenda – svelata da LiveSicilia – è una scuola di Gravina di Catania dove il bambino, 10 anni, frequentava all’epoca la quarta elementare. Nel dettaglio, la docente, che dovrà ora rispondere dell’accusa di maltrattamenti e lesioni con l’aggravante di aver commesso il delitto ai danni di un minore all’interno di un istituto d’istruzione, avrebbe ripetutamente umiliato e maltrattato in classe il bambino arrivando persino a ferirlo al labbro.

La donna, che non era presente in aula, era stata denunciata dai genitori nel 2017. È allora che i familiari scoprono gli abusi di cui sarebbe stato vittima il figlioletto. Stando agli esiti dell’incidente probatorio, quelle ferite al labbro la maestra gliele avrebbe procurate sollevando il banco dal basso verso l’alto e spingendolo poi contro di lui. Non solo. Secondo il pubblico ministero, Michela Maresca, l’imputata con condotte reiterate, sarebbe stata solita assumere atteggiamenti aggressivi nei confronti dell’allievo, gridando per esempio spesso contro di lui, tirandogli le orecchie o i capelli per farlo alzare dalla sedia. Lo avrebbe anche più volte strattonato buttando in terra oggetti imponendogli di raccoglierli. Dalle testimonianze rese da alcuni dei compagnetti di classe durante l’incidente probatorio sarebbero, inoltre, emersi ulteriori elementi inquietanti: fra cui quello che in classe la docente avrebbe anche sfilato la sedia dalla quale il bambino era seduto per farlo alzare e farlo così cadere in terra.

Nel corso dell’udienza preliminare sono state, inoltre, accolte le costituzioni in parte civile della mamma del bambino, assistita dal legale Mattia Serpotta, e dell’associazione 20 novembre 1989 (organizzazione impegnata nella tutela dei soggetti nati con disabilità) difesa dall’avvocato Laura Biondo. “In qualità di presidente dell’associazione – dichiara l’avvocato Maurizio Benincasa – abbiamo appreso con grande dispiacere la vicenda. Temiamo, inoltre, che questi abusi e violenze siano stati perpetrati per almeno tre anni. Oltre a costituirci parte civile ed affiancare la mamma del piccolo, in ogni momento del processo chiederemo al MIUR l’adozione di tutti quei provvedimenti cautelativi e disciplinari contro la maestra affinché venga sospesa in via cautelativa dal l’esercizio della professione. Ci auguriamo qualora altri genitori sappiano qualcosa di riferircelo, perché un altro nostro timore è che non si tratti di un singolo caso”.

L’insegnante è stata al momento trasferita in un’altra scuola del comprensorio etneo dove continua ad esercitare la professione di docente di sostegno per bambini con disabilità. La difesa della maestra aveva invece avanzato al giudice una richiesta di non luogo a procedere.

Fonte www.livesicilia.it
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