Mafia, dalle intercettazioni le minacce ad un ex Consigliere di Castelvetrano

Mafia, dalle intercettazioni le minacce ad un ex Consigliere di CastelvetranoPALERMO – Non solo gli bruciarono la casa – fatto già noto alle cronache – ma gli danneggiarono pure la macchina. L’ex consigliere comunale di Castelvetrano Pasquale Calamia, ex capo di gabinetto vicario dell’assessorato regionale al Territorio, pagò a caro prezzo le sue prese di posizione pubbliche contro Matteo Messina Denaro.

Già nel 2008 l’abitazione estiva della sua famiglia fu data alle fiamme. Per questo episodio si è svolto un processo concluso con la condanna di Giovanni Risalvato, Lorenzo Catalanotto e Marco Manzo. È stato accertato che si trattò di una reazione della mafia alle frasi pronunciate da Calamia durante una seduta del consiglio comunale con le quali auspicava l’arresto del latitante.

“Evidentemente l’associazione mafiosa, lungi dal ritenere sopita la volontà ritorsiva nei confronti del Calamia – scrivono i pm nel provvedimento di fermo che ha raggiunti ventuno fra presunti boss e gregari della mafia trapanese – ha programmato un nuovo inquietante atto intimidatorio nei confronti dell’esponente politico; e stavolta per mano di uno degli attuali componenti della famiglia mafiosa di Castelvetrano, ovverosia Giuseppe Paolo Bongiorno”.

Una notte di settembre del 2013 qualcuno tagliò le gomme dell’Alfa 147 del consigliere. Adesso i magistrati hanno ricostruito l’episodio ascoltando una conversazione fra Bongiorno e Giuseppe Tilotta, un altro dei ventuno arrestati. Stavano percorrendo una strada di Castelvetrano a bordo di una Seat Leone e si accorsero della presenza di Calamia accompagnato dalle forze dell’ordine. Iniziarono i commenti: “… si sono presi l’abitudine di camminare pure in borghese…”; “noi, lo sai che dovremmo fare? Gli dovremmo far saltare la macchina a questo merda… per farlo insegnare… per farlo ridere come dico io… devi vedere che macchina ha… Questo inverno… si ci da fuoco. L’hai capito?”.

A questo punto le microspie registrarono la confessione di Bongiorno: “ la… 56… nera… quando gli ho tagliato le gomme me ne sono accorto… qua è… guarda dov’è… La vedi?questa di fronte..”, diceva indicando la macchina di Calamia che lui stesso aveva danneggiato.

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