Famiglie in difficoltà, da oggi via alle domande per il contributo Rei: come fare richiesta

Famiglie in difficoltà, da oggi via alle domande per il contributo ReiDa oggi scatta il via alle domande per ottenere il ReI, la nuova misura permanente di contrasto alla povertà.

Si tratta di un contributo economico, che sostituisce la precedente social card, fino a 187 euro nel caso di componente unico della famiglia e un tetto di 485 euro al mese nel caso di famiglia in difficoltà con almeno cinque persone. La misura include anche un progetto personalizzato per aiutare il nucleo ad uscire dallo stato di bisogno. Le prime carte Rei potranno essere riconosciute a partire dal 2018. Il progetto viene predisposto con la regia dei servizi sociali del comune che operano in rete con gli altri servizi territoriali come Asl, scuole, centri per l’impiego ecc.

Da oggi sarà possibile presentare le domande nel Comune di appartenenza. I comuni invieranno le informazioni all’Inps entro 15 giorni. L’Istituto una volta controllati i requisiti potrà riconoscere il diritto previo pero’ la firma del progetto personalizzato.

Partirà dal 1° gennaio 2018.

Il Rei di fatto sostituisce il Sostegno all’inclusione attiva e l’assegno di disoccupazione Asdi. Potranno accedere al Rei le famiglie con valore ISEE non superiore ai 6mila euro, indicatore ISRE non superiore ai 3mila euro, patrimonio immobiliare, esclusa la prima casa, non superiore ai 20mila euro. E un patrimonio mobiliare non superiore a 10mila euro. Per il patrimonio immobiliare la soglia si riduce a 6mila euro per i nuclei familiari composti da una persona e a 8mila euro per i nuclei composti da due persone.

Nella erogazione del reddito di inclusione sociale verrà data la precedenza alle famiglie con figli minorenni o disabili, donne in gravidanza e disoccupati con età superiore ai 55 anni.

Il sussidio sarà caricato sulla Carta Rei, che sostituirà la Carta Acquisti. Metà dell’assegno potrà essere prelevato in forma di contante, e l’altra metà speso in negozi convenzionati.

Ecco in sintesi a chi spetta il beneficio e le modalità di erogazione del sussidio:

TETTO MASSIMO A 485 EURO A NUCLEO

Il beneficio può arrivare al massimo a 187,5 euro per una persona sola fino a 485 euro per un nucleo di 5 o più persone. Il reddito viene erogato per 12 mensilità l’anno e può durare al massimo 18 mesi. Sara’ necessario che trascorrano almeno 6 mesi dall’ultima erogazione prima di poterlo richiedere di nuovo (per un massimo di altri 12 mesi). Il tetto e’ legato a quello dell’assegno sociale per gli over 65 senza reddito.

FAMIGLIE COINVOLTE

In prima battuta le famiglie coinvolte saranno quasi 500.000 per circa 1,8 milioni di persone complessive. Dal primo luglio la misura diventa universale e, togliendo i paletti su minori, disabili e over 55 si dovrebbero raggiungere circa 700.000 nuclei per oltre 2,5 milioni di persone. Per questa misura nell’anno sono stati stanziati nella legge di Bilancio all’esame del Parlamento due miliardi.

PROGETTO PERSONALIZZATO PER USCIRE DALLA POVERTÀ

Oltre alla componente economica il ReI si concentrerà sull’occupabilità della persona che lo chiede, guardando alla sua situazione complessiva e dando vita a un “progetto personalizzato” volto al superamento della condizione di povertà. Il beneficio economico verrà decurtato o sospeso nel caso i componenti della famiglia sostenuta non si presentino alle convocazioni.

BENEFICIO EROGATO CON CARTA PREPAGATA

Il nucleo che avrà diritto al beneficio avrà una Carta di pagamento elettronica (Carta Rei), simile a una prepagata. La Carta potrà essere usata, per metà dell’importo, anche per fare prelievi di contanti. Finora invece l’uso e’ stato vincolato sempre ad acquisti nei supermercati, negli uffici postali e in farmacia.

FONTE: GDS.IT

  1. Lo stato di cose come si vede in fotografia ( il povero che rimesta nella spazzatura ) si determina per il sol fatto che la “società cannibale”, ha bisogno di nutrirsi della sofferenza altrui… non c’è altra spiegazione se è vero come è vero che, nell’era informatica dove ogni “spiffero” viene annusato e catalogato, non si voglia invece “catalogare” per tempo chi è sull’orlo del precipizio oltre il quale c’è la povertà! NON si vuol vedere così non si è costretti ad agire però…. una volta che il “disgraziato” è precipitato in quel precipizio di prima ormai è lì… ecco fiorire la “solidarietà”… dico, perché non si interviene prima?… Vi aiuto a rispondere; perché non si interviene prima?.. Perché verrebbe meno il “cibo” per la società ( cannibale ) che si nutre delle disgrazie altrui.. 🙁
    f.sco

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