Elezioni, l’ultimo sondaggio: Musumeci avanti di 7 punti su Cancelleri, Micari terzo e Fava al 10%

Elezioni, l’ultimo sondaggio: Musumeci avanti di 7 punti su Cancelleri, Micari terzo e Fava al 10% Nello Musumeci candidato del centrodestra avanti di sette punti rispetto a Giancarlo Cancelleri, il candidato del M5Stelle. Fabrizio Micari del Pd terzo.

Lo rileva l’ultimo sondaggio Index Reserch realizzato per Piazza Pulita, la trasmissione de La 7 condotta da Corrado Formigli ad un mese esatto dalle elezioni in Sicilia.

Alla domanda: “Se ieri si fossero tenute le elezioni per eleggere il Presidente della sua Regione, per quale dei candidati avrebbe più probabilmente votato?”, il 37% degli intervistati ha indicato il candidato del centrodestra mentre il 30% avrebbe votato il rappresentante dell’M5S.
Fabrizio Micari del Partito Democratico sarebbe in terza posizione, un quinto degli intervistati avrebbero votato per lui. Claudio Fava di Mdp e SI al 10%.

Diverso il quadro che emerge sul fronte delle politiche. A livello nazionale M5Stelle rimane il primo partito anche se la distanza dal PD si accorcia sempre di più arrivando ad solo un punto. Testa a testa tra Lega Nord e Forza Italia.
E’ la fotografia delle intenzioni di voto, rilevata dal sondaggio dell’istituto di ricerca Index Research.
Alla domanda “Se ieri si fossero tenute le elezioni politiche, lei per quale partito avrebbe più probabilmente votato?” il 26,6% degli intervistati ha indicato il Movimento 5Stelle. Il 25,5% per il Partito Democratico (+0.4%). Lega Nord perde qualche centesimo di punto e si ferma al 14,6%, a poca distanza da Forza Italia al 14,2%. Fratelli d’Italia inchiodato al 5,4%.

Ma il sondaggio va oltre la semplice indicazione dei candidati e cerca di comprendere le motivazioni del voto. Index Research debutta, dunque, con gli indicatori dei motivi principali che inducono l’elettorato a votare per un partito.
Nel popolo del Pd, è il riconoscimento in determinate idee e valori che induce oltre la metà degli elettori a fare questa scelta (50,8%). Il 28,2% degli intervistati sceglie il Partito Democratico perché ritiene sia garanzia di cambiamento. Il 15,2% perché ha fiducia nei suoi leader. Otto su cento (12,4%) pensano possa avere la possibilità di salvare il Paese. Solo il 4% sceglie il Pd per la competenza.
La garanzia di cambiamento invece è il motore che induce quasi la metà dei suoi elettori a preferire il M5S (46,6%). Una percentuale poco più bassa indica come motivazione principale l’onestà (43,6%). Uno su dieci crede il M5S possa salvare il Paese mentre il 7,4% si riconosce nei suoi valori. Il 6,9% lo preferisce perché difende il Paese rispetto all’immigrazione.
Il 45,6% degli elettori scelgono Forza Italia perché si riconoscono nei suoi valori. Un quarto perché ritiene che FI difende dal fisco e abbassa le tasse. Il 22,8% perché “garantisce i miei interessi”. L’8,1% crede nei suoi leader e solo il 5,2% vota Forza Italia per competenza.
Anche per la Lega Nord la percentuale più alta dei suoi elettori crede di identificarsi nelle sue idee e valori (31,4%) ma in misura minore rispetto a FI. E’ molto più alta invece la percentuale di chi mette la croce sulla Lega Nord perché difende il Paese rispetto al fenomeno dell’immigrazione (26,8%). Un quinto degli intervistati pensa che la Lega sia garanzia di cambiamento, il 18,6% crede garantisca i suoi interessi. Il 12,4% pensa la Lega abbassi le tasse e difenda dal fisco.

Infine lo scenario internazionale e i venti indipendentisti di Catalogna. Il tema dell’inmdipendenza non infiamma gli animi italiani nonostante i movimenti indipoendentisti siano presenti anche in Sardegna e Sicilia. Italia spaccata a metà sulla questione della Catalogna: il 41,3% condivide il fatto che i catalani si battano per essere indipendenti dalla Spagna. Il 39,9% invece si dichiara contrario.

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